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Le origini:
E' nato prima l'Uomo o il Vampiro?
Molti figli della Notte potrebbero ritenerla una domanda quantomeno insensata. Immortali, dotati di poteri sovrumani: perché interrogarsi sul passato, quando ogni fibra del tuo essere sembra progettata all'unico e preciso scopo di goderti il presente?
Vi è tuttavia chi ritiene che una maggiore conoscenza potrebbe garantire un potere ancora maggiore; per non parlare dei più anziani, facili prede della noia e spesso bisognosi di trovare nuovi stimoli, nuove risposte.
Tra costoro si sprecano le ipotesi più disparate, per verificare le quali non esitano a finanziare ricerche e spedizioni; vi è chi individua il primo vampiro in personaggi biblici come Lilith, Caino o Giuda, chi si rifà alla tradizione celtica e chi indaga su oscure leggende mesopotamiche. Alcuni fanno risalire le origini di questa Razza persino al mitico regno perduto di Atlantide narrato da Platone.
Un tema che periodicamente ritorna in auge e diviene oggetto di discussioni accanite, che talvolta sfociano in vere e proprie guerre ideologiche; e tuttavia, a distanza di millenni dalla comparsa dei Vampiri, nessuno di essi può ancora dire di conoscere con assoluta certezza la verità su questo argomento già costato la testa di molti Fratelli. Perché tutta questa difficoltà nel ricostruire un'unica versione coerente? E' la domanda che hanno cominciato a porsi i più sospettosi. E se qualcuno avesse cancellato, di proposito, una o più pagine della Storia? E se sì, a quale scopo?
Quella dei Vampiri è una storia caratterizzata da alti e bassi, momenti di splendore alternati a profonde crisi; in diverse occasioni il popolo della Notte è stato vicino a ottenere il dominio assoluto del mondo conosciuto, e in altrettante occasioni ha rischiato la definitiva estinzione.
Per quanto i più disprezzino apertamente gli Umani, questi costituiscono la loro principale fonte di sostentamento nonché una risorsa pressoché irrinunciabile nella difesa diurna delle loro roccaforti: il destino di queste due razze è pertanto legato a doppio filo, i periodi più bui della storia umana tendono a coincidere con il declino del potere vampirico e viceversa.
La consapevolezza di dipendere dalle sorti dell'umanità, la possibilità di pianificare le proprie mosse nell'arco di lunghissimi periodi di tempo, l'ambizione e il narcisismo hanno sovente indotto i Vampiri a intervenire massicciamente nelle vicende umane, tanto nelle vesti di carismatici capitani e trascinatori quanto in quelle di misteriose eminenze grigie operanti da dietro le quinte.
E' ormai assodato come abbiano avuto un ruolo chiave nelle fortune del glorioso regno Egizio, ma le leggende che narrano di sedicenti divinità venerate tramite agghiaccianti sacrifici di sangue lasciano a intendere probabili infiltrazioni vampiresche anche negli antichi regni precolombiani e nella valle dell'Indo.
Ciononostante, non tutti i mortali sono disposti a lasciarsi asservire: alcuni sono mossi da nobili ideali, altri da una brama di potere paragonabile a quella degli immortali. Entrambi, nel corso dei secoli, hanno dato vita a fazioni più o meno segrete aventi come preciso scopo lo sterminio dei vampiri. A cavallo tra il VI e il V secolo a.C. leggendari Vampiri millenari dai poteri inimmaginabili vengono progressivamente annientati in tutto il pianeta, ad opera di confraternite di stregoni, sciamani e monaci guerrieri. Ridotti a poche unità, i predatori notturni ritrovano compattezza e parte del loro antico splendore sotto la bandiera di Roma, mettendo progressivamente in atto una massiccia politica di ripopolamento nei più importanti centri urbani di tutto l'Impero.
Il periodo medievale, invece, vede una drastica riduzione tanto del numero dei Vampiri quanto del loro effettivo potere. Le prime, vere guerre su vasta scala contro i Mannari hanno l'unico risultato di falcidiare in egual misura entrambi gli schieramenti; in seguito, le grandi pestilenze che caratterizzano quest'epoca buia riducono i Vampiri a battersi tra loro per il cibo, e di conseguenza a stabilire norme severissime per quanto concerne la creazione di nuova progenie.
Tra il XV e il XVI secolo d.C. si assiste a una rinascita dei più potenti casati vampirici, che tuttavia continuano a tenere rigorosamente sotto controllo il numero di Fratelli in circolazione, non volendo suddividere troppo il potere e il prestigio riguadagnati. Ciò permette di far fronte alle epidemie che imperversano nel corso del XVII secolo, riducendo sensibilmente la popolazione umana, ma espone pericolosamente la specie a una nuova, inattesa minaccia: tra le fila dell'Inquisizione vengono infatti addestrati abili cacciatori che, forti anche del sostegno politico della Chiesa, si rivelano capaci di sterminare interi clan e liberare dall'influenza vampiresca la maggior parte dei centri di potere europei.
Nella seconda metà del secolo, un manipolo di Primogeniti riesce a stabilire un dialogo con la Corona di Francia ottenendo, in cambio del loro appoggio alle campagne militari del Re Sole, la promessa di vedere banditi i loro temibili cacciatori dalle regioni meridionali del Regno, dove ben presto affluiscono alcuni tra i più potenti esemplari della specie, desiderosi di rifondare i rispettivi Clan. Nel frattempo, dall'estero filtrano notizie frammentate e difficili da verificare, secondo cui nuovi centri di potere vampiresco si starebbero stabilendo anche nell'orbita di Costantinopoli e nell'Estremo Oriente.